FORSE IL REGALO PIÙ GRANDE È STATO RITROVARE BENESSERE E SALUTE

Ci ho messo nove anni, e senza SOS Physique questa sarebbe la decima estate passata a stare in costume il meno possibile, a guardarmi allo specchio solo di sfuggita maledicendo il caldo che non consente inganni, a comprare un altro copricostume “tattico”. Nove estati e nove inverni in cui a fasi alterne mi dicevo che dovevo proprio mettermi a dieta per perdere quei cinque o sei chili rimasti dopo le due gravidanze. E non è che non ci abbia provato, anzi: mi sono iscritta in palestra, ho perfino cominciato a correre (io, che li consideravo tutti un po’ autistici e pure sfigati ‘sti podisti con le cuffie nelle orecchie), ho cercato di attenermi a tutte le diete possibili senza riuscirci mai. Colpa della golosità, della pigrizia, non lo so. Fatto sta che al rientro dalle vacanze, un anno fa, mi sono guardata allo specchio e ho pensato che dopo aver messo su un altro paio di chili, tanto per gradire, l’unica possibilità stilistica che mi rimaneva era il sacco di iuta.
È stato allora che ho iniziato il percorso da SOS Physique. Un po’ scettica all’inizio (possibile riuscire davvero dopo nove anni di tentativi andati in fumo? Quale miracolo poteva compiersi in quello strano “sarcofago”?), ma decisa a provarci per davvero.
I primi quindici giorni di dieta li ho affrontati con piglio decisionista: non volevo mollare, volevo provare una volta tanto a essere ligia alle raccomandazioni. Con mia sorpresa è stato molto, molto più facile di quanto pensassi: non avevo mai fame, mi sentivo bene, pure soddisfatta di aver trovato nuove ricette gustose e soddisfacenti per occhio e palato (santa Erica delle zucchine con l’emmental al forno!).
E poi, questo sì che era davvero incredibile: funzionava! Davvero, e relativamente in fretta: l’ago della bilancia calava, i primi due chili si sono letteralmente sciolti in pochissimo tempo. Passati i primi quindici giorni, tutto il resto è stato in discesa: nei due mesi del percorso avevo perso i sei-sette chili previsti e quasi non volevo crederci.
I vestiti mi stavano larghi, finalmente potevo guardarmi allo specchio senza disagio. Anzi, cominciavo perfino a vedermi (e a sentirmi) di nuovo bene: SOS Physique è stato il regalo migliore che potessi farmi, perché la soddisfazione di tornare a comprare i vestiti (io, una fanatica dello shopping agli arresti domiciliari causa ciccia!) e di vederli “cadere” bene senza nessun rotolino che occhieggia qua e là o di rimettermi abiti che faticavo a infilare ma non avevo il coraggio di buttare perché mi piacevano tantissimo, davvero, non ha prezzo.
Anche se, a ben guardare, forse il regalo più grande è stato ritrovare benessere e salute: le ultime analisi del sangue sembrano quelle di una ragazzina, ma soprattutto sento di essermi come “disintossicata”. Via i cereali raffinati, via lo zucchero: il pane integrale al mattino è un rito per il suo sapore pieno e gratificante, finalmente il tè e le tisane hanno il loro sapore reale. Sono sempre la solita vecchia golosa di un tempo, ma mi accorgo che se esagero col dolce qualcosa nel mio corpo mi avverte di recuperare, di “purificarmi” da una sostanza che crea una dipendenza fisica e psicologica che non voglio più. Ora il dessert è un piacere forse più sporadico, ma assai più intenso e consapevole. E io mi sento tanto, tanto meglio. Grazie!!!